In tema di succhi di frutta e verdura gli ormai famosi estrattori di succhi hanno spodestato dal trono le ben note centrifughe, ma vediamo il perchè di questo successo.
Il grande vantaggio dell'estrattore è nel modo in cui lavora, compie cioè meno giri per estrarre il succo e di conseguenza riduce al minimo lo spreco di vitamine e minerali.
E' bene consumare succhi di frutta e verdura? Ebbene sì: l'estratto di frutta e verdura permette di assumere moltissimi vitamine e minerali eliminando la parte fibrosa dei vegetali la quale, seppur utilissima per il benessere dell'intestino, assunta in grandi quantità potrebbe creare problemi.
I succhi estratti vengono inoltre assimilati quasi subito dall'organismo divenendo così dei veri e propri concentrati di energia e benessere!
Un blog sulla cultura e la salute legate al mondo della panificazione e dell'alimentazione ... per parlare di nutrizione, intolleranze, scelte alimentari, tradizioni e ricette. Rivolto a chi ama il cibo e vuole essere informato su ciò che mangia.
mercoledì 22 giugno 2016
Alimenti del benessere: SEMI DI CHIA
I semi di chia fanno parte di quella categoria di alimenti relativamente "nuovi", infatti sono stati ufficialmente introdotti nel mercato europeo dal 2009.
Provengono da una pianta che cresce in Sud America, il loro consumo si è riscoperto negli ultimi anni poiché le loro proprietà risultano essere molte e varie.
Ciò che salta subito all'occhio è l'alto contenuto di minerali: potassio (il doppio rispetto alle banane), ferro (il triplo rispetto agli spinaci), calcio (il triplo rispetto al latte)!
Ma i semi di chia sono noti soprattutto per la loro altissima quantità di Omega 3, che come ben sappiamo sono gli acidi grassi utilissimi al nostro organismo.
Altro aspetto rilevante è che non contengono glutine, perciò possono essere tranquillamente assunti anche da celiaci o intolleranti.
Ma come possiamo introdurre i semi di chia nella nostra alimentazione?
Gli usi sono i più svariati: possiamo aggiungerli allo yogurt e ai cereali, possiamo inserirli in frullati o bevande, si possono utilizzare come condimento aggiuntivo in insalate e verdure.
Per dare colore e consistenza si possono aggiungere in macedonie o zuppe, oppure per i più appassionati possiamo aggiungerli all'impasto del pane fatto in casa!
Provengono da una pianta che cresce in Sud America, il loro consumo si è riscoperto negli ultimi anni poiché le loro proprietà risultano essere molte e varie.
Ciò che salta subito all'occhio è l'alto contenuto di minerali: potassio (il doppio rispetto alle banane), ferro (il triplo rispetto agli spinaci), calcio (il triplo rispetto al latte)!
Ma i semi di chia sono noti soprattutto per la loro altissima quantità di Omega 3, che come ben sappiamo sono gli acidi grassi utilissimi al nostro organismo.
Altro aspetto rilevante è che non contengono glutine, perciò possono essere tranquillamente assunti anche da celiaci o intolleranti.
Ma come possiamo introdurre i semi di chia nella nostra alimentazione?
Gli usi sono i più svariati: possiamo aggiungerli allo yogurt e ai cereali, possiamo inserirli in frullati o bevande, si possono utilizzare come condimento aggiuntivo in insalate e verdure.
Per dare colore e consistenza si possono aggiungere in macedonie o zuppe, oppure per i più appassionati possiamo aggiungerli all'impasto del pane fatto in casa!
martedì 10 novembre 2015
Una vitamina poco conosciuta ma utilissima, B6: a cosa serve e dove si trova
Una sua carenza può indebolire il sistema immunitario ed è visibile addirittura a livello della pelle e dei capelli.
Nonostante sia poco conosciuta è molto facile da assumere perché la dose consigliata è di 1, 5 mg al giorno (fino ad un massimo di 50 mg) ed è facilmente sintetizzabile dall'organismo. L'alimentazione è, quindi, la principale fonte tramite cui possiamo assumere questa importante vitamina. Dove possiamo trovare la vitamina B6?
- Nei legumi e nelle patate.
- I cerali, specialmente quelli integrali, ne sono pieni: pasta e pane, che sono alla base della dieta mediterranea, sono fonti importanti di vitamina B6.
- Verdure e ortaggi in generale
- Castagne e molti altri cibi.
domenica 4 ottobre 2015
Il freddo è in arrivo? Il cibo può essere un alleato prezioso.
Chi vuole affrontare al meglio la stagione fredda deve considerare il cibo come una risorsa importante, non meno degli amati maglioni di lana e dei cappotti di piuma.
Questo vale in particolare per chi sa di svolgere molta attività fisica all'aperto, ma non vale meno per coloro che, per lavoro o per altri scopi, devono tutti i giorni affrontare lo sbalzo climatico in corso.
La ricerca condotta dagli esperti nutrizionisti ha individuato alcuni cibi particolarmente indicati, che ci pare utile condividere con voi. Con il freddo serve energia facilmente consumabile che si trasformi in calore. Per questo è il periodo sconsigliato per diete radicali. La dieta deve restare varia ma ci sono degli alimenti che, più di altri, ci aiutano. Vediamo quali sono e il perché:
I LEGUMI perché ricchi di ferro
Il KIWI pieni di vitamina C che stimola le difese della pelle
Alcune VERDURE (BROCCOLI, ZUCCA, PATATE, SPINACI ...) anch'esse piene di vitamina C e di carotenoidi che stimolano le difese immunitarie
CEREALI: hanno le fibre che aiutano il corpo a scaldarsi
FRUTTA SECCA: ha lo zinco che aiuta negli stati di raffreddamento
Anche il CIOCCOLATO FONDENTE, con il suo apporto di magnesio, può essere, se assunto in dosi adeguate, un ottimo aiuto. Non sempre seguire una dieta corretta è sinonimo di mangiare male.
E voi, amiche ed amici, conoscete altri cibi che ci aiutano nel periodo freddo?
mercoledì 2 settembre 2015
Questa poi ... aumenta la pubblicità dell'olio di palma!
E' la foto di una pubblicità trovata nelle pagine interne di un noto quotidiano emiliano. Vengono negate, senza dare alcuna vera dimostrazione, tutte le critiche rivolte all'olio di palma. Arrivano a dire che è amico dell'ambiente. Il format della pubblicità assomiglia a quello del ministero per la salute ma in realtà è il frutto di una azione promossa da un'unione commerciale che ha nell'olio di palma uno dei suoi prodotti di punta.
Questi fenomeni sono estremamente pericolosi perché rischiano di creare cattiva informazione.
Nel caso troviate anche voi fenomeni di questo tipo segnalateceli. Ci farebbe piacere discuterne con voi.
Nel frattempo non fidiamoci di pubblicità che non spiegano nulla ma ci invitano a fidarci.
lunedì 29 giugno 2015
La dieta mediterranea è a rischio d'estinzione?
A dirlo è uno studio della Fao. Non si parla solo di un progressivo abbandono delle norme alimentari tipiche della dieta mediterranea ma anche dell'origine dei cibi che ci vengono proposti come "mediterranei".
Solo il 10% dei prodotti che dovrebbero venire da questi luoghi sono ancora coltivati all'interno dell'area mediterranea. Queste politiche di riduzione dei costi hanno ben poco a che fare con l'esigenza di qualità che sta alla base di una corretta alimentazione.
La globalizzazione alimentare oltre a farci conoscere molte nuove tradizioni, ricette, esperienze, pratiche culinarie interessanti ha anche portato ad un mutamento evidente degli stili di vita, della cultura del mangiare. Siamo sempre meno legati ai pilastri della dieta mediterranea: cereali (meglio se poco raffinati o integrali), frutta, legumi e grassi di qualità.
Le diete imposte dalla mancanza di tempo e dalle pubblicità "all'americana" ci portano, invece, a consumare sempre più dei prodotti ricchi di sostanze nutritive poco sane. Ci manca il tempo e dobbiamo mangiare cose pronte, cibi veloci. Al giorno d'oggi questa è una grande difficoltà rispetto alla quale non possiamo fare finta di nulla. Come reagire?
Dobbiamo forse ripensare l'alimentazione e ritenerla non solo un'abitudine, qualcosa di automatico, ma un momento fondamentale della nostra vita e della nostra cultura. Dedicare più tempo ed attenzione a quello che mangiamo. Scegliere con attenzione solo i cibi migliori. stare attenti alle provenienze. Dobbiamo conservare gli aspetti positivi della dieta mediterranea, al di là delle mode e delle pubblicità che ci influenzano.
Dedicare tempo al cibo significa anche dedicare tempo ai valori che si legano al cibo: i legami umani che si creano non solo attorno ad una tavola imbandita ma anche nelle varie fasi della produzione di un alimento. Ma anche il rispetto per l'ambiente e per il pianeta che si lega ad una corretta cultura dell'alimentazione.
Non ne va solo della salute ma anche del gusto, della nostra esperienza del cibo sempre più uniformata dai sapori piatti, "iper-saporiti" dei prodotti industriali. Per questo riscoprire certe tradizioni non coincide con una ricerca del passato ma con uno sguardo attento verso il futuro.
Solo il 10% dei prodotti che dovrebbero venire da questi luoghi sono ancora coltivati all'interno dell'area mediterranea. Queste politiche di riduzione dei costi hanno ben poco a che fare con l'esigenza di qualità che sta alla base di una corretta alimentazione.
La globalizzazione alimentare oltre a farci conoscere molte nuove tradizioni, ricette, esperienze, pratiche culinarie interessanti ha anche portato ad un mutamento evidente degli stili di vita, della cultura del mangiare. Siamo sempre meno legati ai pilastri della dieta mediterranea: cereali (meglio se poco raffinati o integrali), frutta, legumi e grassi di qualità.
Le diete imposte dalla mancanza di tempo e dalle pubblicità "all'americana" ci portano, invece, a consumare sempre più dei prodotti ricchi di sostanze nutritive poco sane. Ci manca il tempo e dobbiamo mangiare cose pronte, cibi veloci. Al giorno d'oggi questa è una grande difficoltà rispetto alla quale non possiamo fare finta di nulla. Come reagire?
Dobbiamo forse ripensare l'alimentazione e ritenerla non solo un'abitudine, qualcosa di automatico, ma un momento fondamentale della nostra vita e della nostra cultura. Dedicare più tempo ed attenzione a quello che mangiamo. Scegliere con attenzione solo i cibi migliori. stare attenti alle provenienze. Dobbiamo conservare gli aspetti positivi della dieta mediterranea, al di là delle mode e delle pubblicità che ci influenzano.
Dedicare tempo al cibo significa anche dedicare tempo ai valori che si legano al cibo: i legami umani che si creano non solo attorno ad una tavola imbandita ma anche nelle varie fasi della produzione di un alimento. Ma anche il rispetto per l'ambiente e per il pianeta che si lega ad una corretta cultura dell'alimentazione.
Non ne va solo della salute ma anche del gusto, della nostra esperienza del cibo sempre più uniformata dai sapori piatti, "iper-saporiti" dei prodotti industriali. Per questo riscoprire certe tradizioni non coincide con una ricerca del passato ma con uno sguardo attento verso il futuro.
mercoledì 27 maggio 2015
EXPO' ... nutrire il pianeta?
Conosciamo tutti lo slogan di Expò, "nutrire il pianeta, energia per la vita". Si tratta di un obiettivo ambizioso ma decisivo.
Expò, manifestazione di grande interesse, capace di affascinare e suscitare la fantasia di migliaia di persone, riguarda direttamente il tema del cibo, delle tradizioni e delle innovazioni in materia di cultura dell'alimentazione.
Da una parte, quindi, l'attenzione dei curatori della manifestazione si rivolge a creare una coscienza critica intorno ai temi di una produzione sostenibili, di uno sguardo attento al carattere fondamentale dell'alimentazione nella vita dell'uomo.
Dall'altra il carattere sfarzoso del contesto, che ci introduce in una sorta di fiaba contemporanea, rivela altre finalità oltre a quelle etiche.
Il tema è complesso e le riflessioni sono ancora premature ma vogliamo sentire la vostra, rivolgervi una domanda: pensate ad Expò come ad un'occasione per rilanciare un'etica dell'alimentazione o come all'ennesima copertura pubblicitaria per far tacere i problemi più veri?
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